domenica 18 gennaio 2026

Andamento Lento

 




Il signore che fa le pulizie si chiama Shiva. Shiva mi guarda con sospetto. Inizialmente era confuso, adesso mi pare decisamente seccato dalla presenza di questa sarda che rifiuta di farsi pulire la camera. E’ un signore anziano che indossa sempre lo stesso dhoti giallo – il pareo tradizionalmente indossato dagli uomini di ogni età-  e una camicia di colore indefinito, con il bindi, il punto rosso, sulla fronte. Robin ha commentato sfavorevolmente sul suo ritorno, a quanto pare lo avevano liquidato un po’ di tempo fa e ora lo hanno tirato fuori da  sotto chissà quale tappeto per riassumere il suo vecchio ruolo di chamber-man e il Peacock Hotel è tornato indietro nel tempo di svariati anni, nel senso che nonostante gli sforzi di Shiva pare non sia stato pulito dal tempo della sua costruzione.

I giorni scorrono a Kovalam Beach, oggi è per me l’inizio dell’ultima settimana: la settimana dell’Ashtangi va da domenica a sabato, il giorno di riposo, che per me questa volta sarà di viaggio. La sera che sono arrivata, parlando con Rossana la quale invece sarebbe ripartita per l’Italia qualche ora dopo, ero un po’ perplessa. Va bene la pratica, va bene l’assistenza, ma poi cosa faccio per tre settimane? Abituata a casa alle sveglie continue sul telefono che mi indicano ‘ora di andare in shala, ora di portare fuori i cani, appuntamento con questo o quell’altro impegno’, l’idea di tre settimane vuote mi spiazzava. Rossana deve aver registrato il mio umore perché mi ha detto ‘Non ti preoccupare, il tempo passa’, ed è proprio così.

Kovalam Beach non è un posto talmente bello da richiamare il ritorno ogni anno per le sue attrazioni. Più volte mi è stato chiesto ‘ma c’è bisogno di andare fino in India per fare quello che fai?’ E la risposta è effettivamente no. E allora qual è il motivo che anno dopo anno richiama qui centinaia di praticanti di Ashtanga Yoga? Se ne parlava ieri sera davanti a un brownie al Banana Leaf con Chiara, un medico di Roma, Adele, storica assistente di Lino, e Denise. Tutte dicevamo la stessa cosa: ti riconnette a te stessa. La routine basica di pratica, spiaggia -se ne hai voglia, ma anche no, magari ti rimetti a letto e leggi un po’ del libro che ti sei portata- bucato nel secchio, pranzo – se hai fame, in compagnia se ne hai voglia, ma anche da sola se così ti gira- lavoro al PC, giro dei negozietti – quando hai un ultimo fondamentale pareo o incenso da acquisire – tramonto e cena – o anche no se hai pranzato tardi- ti costringe a rallentare e a essere presente. 

Il trovarti sola, lontana da casa, ti rende da una parte più aperta e disponibile a passare il tempo con i compagni di pratica, amici che ancora non conoscevi, dall’altra ti insegna ad apprezzare quanto è preziosa la tua stessa compagnia. Spesso abituati al ritmo frenetico della vita a casa, si tende ad avere paura dei momenti vuoti e a riempire ogni momento libero con qualunque attività o compagnia per scongiurare il momento in cui ci si trova soli con se stessi ad affrontare l’horror vacui. Qui si capisce che lo spazio non è sinonimo di vuoto e si impara a stare bene con se stessi. Il bucato nel secchio, la colazione, diventano un rito. La sensazione di svuotamento dopo quattro o cinque ore in shala a stretto contatto con la gente è uno spazio fisico e mentale decisamente benvenuto. A Kovalam Beach si impara semplicemente a esistere, che è la definizione di meditazione. Senza rincorrere bisogni e desideri, problemi e pensieri circolari, propri o di altri, si impara a bastare a se stessi, nel qui e ora, niente di più, niente di meno. Anche questa è una pratica, infatti tanto preziosa quanto quella sul tappetino. Qui ci si allena a sviluppare un importante talento, che anno dopo anno si perfeziona fino a riportarlo a casa con noi: l’arte di stare bene con se stessi anche nei momenti di pausa, di riposo, di stop, senza per forza andare a cercare un’attività o qualcuno che ci riempia tutto il tempo e tutto lo spazio. Si impara quanto è prezioso mantenere uno spazio solo per se stessi in propria compagnia. Penso che questo valga tutto il viaggio. 











2 commenti:

Anonimo ha detto...

E’ il posto per me questo concetto del tempo mi appartiene da sempre ma ne parliamo a voce quando torni Fai buon viaggio un abbraccio RO

Mr Smiss ha detto...

👍🙏