venerdì 16 gennaio 2026

Ladies - and Gentleman - who lunch


 

Qualche volta lasciamo l’oasi yogica di Kovalam Beach e andiamo ad esplorare un po’ più lontano. I giorni di pratica a settimana sono sei e l’orario giornaliero di inizio sono le 5am, motivo per cui si torna sempre qui per dormire. Le distanze sono grandi, le strade trafficate e in condizioni non proprio ottimali, raramente andiamo più lontani di mezz’ora di macchina. Tra i veterani di Kovalam Beach tutti conoscono Robin, un gentleman danese allievo e assistente di Lino di lunghissima data, che ogni anno arriva in India prima di lui e rimane spesso fin oltre la fine del workshop. Robin è la persona a cui ispirarsi se si vuole vivere bene da queste parti perché ha una profonda conoscenza del posto e dei suoi abitanti. Negli anni siamo diventati amici e quando in dubbio faccio sempre riferimento al suo saggio consiglio: ristoranti, negozi, tassisti, lui conosce tutto e tutti ed è con me molto generoso nel condividere la sua esperienza: nel dubbio segui Robin e stai sicuro che non ci si sbaglia!

A questo giro per ora abbiamo condiviso due gite a Trivandrum, una in cui ho accompagnato lui e e Laura – una compagna Yogin Italiana-  dal dentista, seguito poi da un thali estremamente generoso in un ristorante frequentato principalmente da locali e pochi turisti. Il thali è un pasto tradizionale, in questo caso servito su foglie di banano, in cui vengono disposti e cucchiaio dai ragazzi che girano per il ristorante vari assaggi di stufati di verdure e legumi, alcuni molto piccanti, altri più dolci ma sempre molto speziati, insieme a varie salse di accompagnamento, a base di yogurt, di mango o lime piccanti e varie. Al centro viene servito il riso a vapore e i poppadoms, le sfoglie di pane croccante, da mangiare mescolati al resto. Si prende un assaggio di curry, uno di una salsa, e con la mano destra si lavora come in una polpetta che poi si mette in bocca. Il cibo si tocca esclusivamente con la mano destra perché la sinistra è considerata sporca in quanto si usa per lavarsi. Non sembra per noi occidentali avere molto senso, ma quando si passa un po’ di tempo qui e si fa esperienza di come siano organizzati i bagni tutto torna. Accanto al WC c’è una doccetta, sempre a destra, di conseguenza la mano sinistra è l’unica libera per lavarsi. Agli occidentali nei ristoranti forniscono per mangiare anche un cucchiaio, sia perché in molti innocentemente toccherebbero il cibo con la sinistra provocando così l’orrore nei vicini di tavolo, sia perché,  non avendo l’abitudine a mangiare con la mano, siamo abbastanza maldestri e lo spettacolo non è proprio elegante da vedere. Alcuni sapori sono indecifrabili ad un palato che non sia nato e cresciuto qui ma, con la garanzia che tutto è vegetariano, personalmente non ho alcun problema ad assaggiare tutto e generalmente finisco qualunque cosa mi si metta davanti. Il proprietario del ristorante mi ha anche regalato un cioccolato per essere stata quella che in maniera più accurata ha pulito il piatto… Tra le scoperte di questo particolare thali ci sono stati i peperoncini marinati in yogurt e spezie, poi cotti al forno, che hanno la consistenza delle patatine e un sapore strepitoso, sempre che si riesca a sopportare il bruciore. Robin è un compagno di avventure culinarie ideale, mentre le uniche Italiane che mi seguano sono Manu e Denise, compagne di cammino yogico e di vita. Questa volta Manu non è potuta venire, ma quando Denise è passata da questa parte dello schermo una settimana fa, mi ha subito chiesto di portarla a mangiare il thali sulle foglie di banano così, sempre in compagnia di Robin, abbiamo unito il pranzo in città con un giro da Pothys, un grande magazzino di sei piani a Trivandrum che vende di tutto. Da Pothys si trova veramente di tutto, dai sari da sposa a quelli per la vita di tutti i giorni, vestiti all’occidentale, stoffe di tutti i colori e le fantasie, articoli per la casa e i famosi asciugamani di cotone del Kerala, un tipo particolarmente morbido e pregiato, lavorato in teli sottili che hanno un ottimo potere assorbente e si asciugano in fretta. Ogni praticante di Ashtanga Yoga che si possa chiamare tale ne possiede almeno due o tre da alternare sul tappetino per asciugare il sudore e per permettere all’insegnante di praticare gli aggiustamenti in sicurezza e con un minimo di distacco. Al piano terra, un grande supermercato dove integratori alimentari e biscotti inglesi al burro dividono il corridoio con l’olio d’oliva, dove si trovano tutti i tipi più commerciali di spezie e il riso viene venduto a peso, pescato con un misuratore da grandi tinozze aperte. Non credo di aver mai saputo che esistessero tanti tipi di riso, tante varietà da non poterle contare.

Robin ha il suo tassista preferito che con la sua macchina rossa lo porta in giro ogni volta che ne ha bisogno, Mr Thumpi. Salire sul Thumpi Taxi è un’esperienza che varrebbe la corsa anche fine a se stessa. Aria condizionata, bottiglietta d’acqua fresca e come minimo una barretta alle mandorle da sgranocchiare durante il tragitto sono sempre assicurati. A volte salendo sul Thampi taxi abbiamo anche avuto la sorpresa di trovare i famosi frullati al cocco e datteri, a metà tra il gelato e il frappè, che ci aspettavano con tanto di cannuccia, le tracce dei mantra più famosi fanno sempre compagnia in sottofondo mentre si chiacchiera. E’ sempre un piacere parlare con Mr Thumpi, ha una grande conoscenza della sua cultura e del posto in generale. A volte come occidentali abbiamo un’idea molto romantica di usi e costumi orientali, tendiamo ad attribuire significati profondi a ogni piccolo dettaglio, convinti che la spiritualità esista solo lontano da casa. E’ quindi una boccata d’ aria fresca e un ritorno ai piedi per terra potersi confrontare con i locali, specialmente se informati e pratici come Mr Thumpi. Alla domanda sul perché le mucche siano considerate sacre e lasciate girare indisturbate allo stato semi brado dappertutto, ci ha svelato che la sacralità della mucca è stata un’invenzione dei governanti di centinaia d’anni fa. Questo perché, dice lui, la carne di mucca è la più buona di tutte e bisognava fare qualcosa per evitarne l’estinzione. La popolazione avrebbe tranquillamente mangiato tutte le mucche fino ad arrivare ad estinguerle, cosa che avrebbe portato un enorme danno all’agricoltura, non solo per la produzione di latte e latticini, ma anche dello sterco che veniva anticamente usato per fare i pavimenti di case e cortili in virtù delle sue proprietà antisettiche. Ci ha poi spiegato che gli Indiani sono un popolo non molto rispettoso dell’autorità, piuttosto individualista, ma molto superstizioso. E’ quindi più facile inventarsi che qualcosa non può essere fatto per evitare la cattiva sorte anzi che far rispettare una regola. Un esempio è quello della credenza che tagliarsi le unghie dopo il tramonto porti sfortuna alla propria madre. La spiegazione sarebbe quella che senza luce non è consigliabile maneggiare forbici e oggetti affilati per il rischio di tagliarsi, ma questa ragione non sarebbe bastata come deterrente per l’Indiano medio che sarebbe invece incline ad accollarsi il rischio e le sue conseguenze. Se  invece si radica la credenza che quell’atto praticato dopo il tramonto porti sfortuna alla madre, allora è molto più probabile che la regola venga rispettata perché nessuno oserebbe fare qualcosa che metta in pericolo la mamma. Riporto solo una conversazione con un illuminato tassista, non ho abbastanza termini di paragone per sapere se la sua visione sia quella ufficiale o la più diffusa, però per certo è una prospettiva interessante.   

 









7 commenti:

roberta ha detto...

Grazie...
E con la foto alla fine, era proprio la Denise che ho immaginato io :)

Denise ha detto...

Leti, sei davvero una affabulatrice ❤️
Adoro leggerti anche quando racconti avventure vissute insieme, aggiungi sempre sfumature e dettagli che arricchiscono l'esperienza.
E sei stata gentile a pubblicare la più decente delle foto del pranzo con l'impareggiabile e very british Robin, prima che ci cimentassimo con le posate primordiali!
C'è molto più gusto a mangiare con le mani 😋
Grazie di avermi aperto questo variegato e fantastico mondo indiano e soprattutto di accompagnarmi nello yoga con pazienza e competenza e affetto 🤗

Vanna ha detto...

E così anche noi viaggiamo un po’ insieme a voi… Grazie 💚

Anonimo ha detto...

Sei,anche, una brava reporter. È un piacere leggerti. Buona pratica. Stefano P.

Tiziana ha detto...

E’ veramente fantastico e divertente leggere i tuoi reportage Letizia, è come essere al vostro fianco. Vedo comunque che preventivamente avete portato i cucchiai da casa 😛

Manu 🌺 ha detto...

Leti ma che racconto meraviglioso 😍😍 e si il cibo indiano mi fa impazzire ed è sempre bello provare qualcosa di nuovo! I tuoi reportage dettagliati e affascinanti mi trasportano lì con te e Deni, le mie Severissime! Un abbraccio grandissimo ♥️

Anonimo ha detto...

Ciao Letizia, il cibo è sempre una parte molto interessante del viaggio, ma qui direi in modo particolare! Arrivano profumi e sapori dal tuo racconto, oltre che colori meravigliosi. Quest'anno ti toccherà poi portarci qualche morbido telo del Kerala. Grazie per questo magnifico reportage. Baci Stefy