martedì 13 gennaio 2026

Piove




Gli Indiani sono preoccupati per me. Dal giorno che ho preso possesso della mia stanza nessuno più è entrato, né per pulire, né per cambiare la biancheria. Ogni tanto porto alla reception la mia spazzatura, chiusa in ordinate buste di plastica, anche quelle portate dall’Italia. ‘Madam, oggi la facciamo la stanza?’ e la risposta è sempre un no-grazie sempre con il sorriso, ‘Forse domani’. E il giorno dopo daccapo, devono pensare che questa Italiana sia veramente sporca. Poco si immaginano che sto ancora lavorando a sgrassatore sul bagno e non ho intenzione di mollare fino a che le fughe delle mattonelle non saranno ritornate bianche. 

La pratica procede, una postura per volta sto ricostruendo anche la Seconda Serie, vedremo fino a dove: oggi ho affrontato il mio primo kapotasana in molti mesi. Anche l’assistenza va bene, come sempre ci sono in shala una quantità di corpi e situazioni che consentono di acquisire un’esperienza impagabile. Il feedback degli allievi è sempre molto gradito. Quando una sconosciuta ti abbraccia ringraziandoti degli aggiustamenti ricevuti il giorno prima o qualcuno ti ferma nel villaggio in strada per andare in spiaggia dicendo ‘grazie per oggi, mi hai veramente aiutato!’ ti si apre il cuore e la sveglia alle 4,10 non ti pesa più. Ci sono anche persone infortunate o che per un motivo o l’altro non devono essere toccate, come le mani di una famosa pianista che pratica al primo turno, assicurate per chissà che cifra. Lino regola il traffico con uno sguardo, chi stende il tappetino dove, la successione degli ingressi, le assistenze, dalla più necessaria a scalare fino a quelle mirate a perfezionare una postura, non gli sfugge niente. Venerdì scorso ha guidato due Prima Serie, una dopo l’altra, per più di cinquanta persone a turno. Ha un’energia inesauribile. Dalle cinque alle dieci di mattina sono in shala, il resto della giornata è mio, fino alle nove di sera quando mi ritiro in camera con libro e camomilla, niente telefono o PC a quell’ora, ho scoperto che gli schermi non aiutano per nulla con il jetlag. 

Sabato scorso ho provato un massaggio ayurvedico in una clinica consigliata da Carla -la mia compagna di viaggio Argentina incontrata ad Abu Dhabi. Si tratta di un posto ben curato, con piante e rivestimenti di legno all’ingresso dove si possono fare le consultazioni con il medico ayurvedico o semplicemente prenotare un ‘full body massage’ come ho fatto io. Sono stata accolta dalla mia terapista che mi ha portata in una stanza in penombra con il lettino da massaggio al centro. Anche in questo caso si trattava di un letto tradizionale indiano in legno scuro dove per un’ora ho ricevuto un bellissimo massaggio fatto con l’olio caldo che ha sciolto le tensioni della settimana di pratica, preparandomi alla successiva. Il trattamento è iniziato dalla testa e non ha tralasciato un solo muscolo, il massaggio ai piedi particolarmente gradito. Alla fine mi ha coperta con un telo e dopo avermi praticato un massaggio al viso con una crema apposta, ha preparato l’attrezzatura per lo Shirodhara, un trattamento che consiste nel versare lentamente un sottile flusso di olio caldo sulla fronte, nell’area del terzo occhio. I benefici sono quello di rilassare il sistema nervoso, favorire il sonno e favorire equilibrio e chiarezza mentale alleviando lo stress. Il trattamento si pratica sospendendo una speciale pentola in rame -Dhara Pot -che contiene l’olio sopra la testa del paziente e lasciare che il liquido cada a filo su un punto al centro della fronte per venti-trenta minuti. A seguire sono stata messa in un intenso bagno di vapore per un quarto d’ora e dopo ho fatto lo scrub con una speciale polvere color terracotta che qui chiamano ‘bathing powder’. Per finire ho concluso con doccia fresca con tanto di shampoo e bagno schiuma ayurvedici, anche quelli forniti dalla clinica. Uscendo la mia terapista mi ha applicato il bindi sulla fronte, il punto rosso che simboleggia il terzo occhio, decisamente aperto dopo che era stato ampiamente stimolato dal trattamento. Qualcosa deve aver funzionato perché uscendo emanavo luce propria, con una pelle morbidissima e compatta, tanto che arrivata alla German Bakery per vedere le ultime luci del tramonto qualcuno mi ha chiesto cosa avessi fatto e se fossi stata ad un tempio. Cercherò di tronarci presto per un altro trattamento, appena avrò lavato tutto l’olio dello shirodhara dai capelli! Scherzo, ma ci sono voluti due giorni per eliminarlo anche se i capelli ne hanno tratto enorme beneficio. Costo del trattamento 20E, più 5E di meritatissima mancia alla mia carinissima terapista. 

Oggi piove, ne approfitto per aggiornare qui con questo post, connessione permettendo, e per rispondere ai commenti sul precedente. Tra poco è l’ora del rientro in shala per il Pranayama con Lino, a seguire farò il giro dei sarti per controllare lo stato dei lavori commissionati che spero di riportare in Italia. Anche stasera a letto presto, domani sveglia alle 4,10 e si ricomincia.











4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Letizia avevo scritto la mia risposta dopo aver letto la tua nuova e più rassicurante lettera…. ma si è persa nell’etere ora sono avvilita e esausta riproverò più tardi abbracci Ro

Anonimo ha detto...

Ciao letizia , grazie alla tua descrizione del massaggio mi sono rilassata anche io come se l avessi fatto! Perfetta descrizione sempre bravissima, buon lavoro!

Manu 🌺 ha detto...

Ciao Leti, leggerti è sempre bello 😍 la descrizione del trattamento benessere è stata tale da farlo vivere un po’ anche a me 🥰 bello sentirti rilassata e in armonia con il resto…mi manchi ♥️ Manu

Tiziana ha detto...

Troppo divertente, ti immagino con il detergente in mano ogni giorno a pulire, e la faccia dell’addetto recepionist quando gli dici di non entrare in camera 🤣🤣
La descrizione del massaggio è talmente invitante e dettagliata, che solo per quello prenderei un aereo e scenderei a Kovalam Sei un’ottima scrittrice