domenica 11 gennaio 2026

Una Nuova Fase


 E quasi senza accorgermene arrivo alla seconda settimana di pratica. Domani inizio ad assistere in shala, la prima settimana è sempre quella di adattamento. Prima di partire diversi allievi mi hanno chiesto se avessi intenzione di continuare a scrivere qui e la risposta è stata vaga ‘vediamo se ho il coraggio’. Per coerenza di narrazione, non posso solo scrivere di momenti belli, se questa è una condivisione sincera devo per forza essere onesta. Il viaggio a questo punto si dirige all’interno, letteralmente, per chi mi vuole seguire la storia diventa più intima e personale. 

Dolore, dolore fisico. Dalla primavera è un compagno di vita costante. Dopo il workshop di Marzo a Roma ho avuto un calo fisico che pensavo fosse stanchezza. Mi sono detta ‘ma si è normale, arrivo all’estate e con il riposo passerà’. E invece arrivato Settembre il dolore era sempre lì e peggiorava. La mattina mi alzavo dal letto con il corpo dolente in tutti i punti in cui era stato a contatto con il materasso, sul tappetino ogni postura portava dolore. Ho cominciato ad osservarmi con tutto il possibile distacco e con curiosità quasi scientifica li contavo i dolori: trikonasana 6, parsvakonasana B 8, urdhva dhanurasana 10… e così via per tutta la pratica. Quando hanno iniziato a dolere anche le ginocchia, che normalmente mai in vita mia hanno dato problemi, e anche l’asse da stiro cominciava a diventare più invitante del tappetino, mi sono detta che c’era qualcosa che non andava. Su consiglio del medico ho iniziato con una rx della colonna e quando gli ho portato il referto ha commentato ‘cosa ti è successo? Hai la colonna di un’ottantenne!’ Artrosi cervicale diffusa, 4 fratture vertebrali e segni di osteoporosi.

 Non potevo crederci, io che pratico Ashtanga Yoga, che sto attenta all’alimentazione come una parte fondamentale della pratica, io che normalmente dimostro 10 anni di meno! Peccato che il mio scheletro sembri dimostrarne 25 di più. Per anni ho osservato con un mezzo sorriso ironico l’attività di una collega insegnante di Yoga in Irlanda che si è specializzata come esperta di menopausa. Ogni tanto ho anche pensato di rispondere ai suoi inviti con un ‘sono Italiana, qui non crediamo nella menopausa’, ma ho avuto paura che non avrebbe colto l’ironia e quindi non l’ho fatto. Ho accettato il passare degli anni come un evento naturale, ho scherzato delle vampate con le amiche che attraversavano la stessa esperienza, quasi piacevole in verità per una che è stata freddolosa tutta la vita. Ma quando, sempre con le stesse amiche, parlando del ‘tuo numero’ intendi il T-score (indice di massa ossea) e anzi che confrontare i prezzi delle borse confronti quelli degli integratori per le articolazioni, devi accettare che sei in una nuova fase. I tempi di recupero diventano più lenti, la mancanza di sonno rende stanche, le articolazioni sono meno mobili, ma fin qui si può gestire. Ho brevemente considerato e velocemente scartato la terapia ormonale sostitutiva, tutto sommato stavo bene, ‘perché dovrei farla? Per continuare a praticare la seconda serie? Dove sta l’accettazione, la yogicità, in tutto questo?’ Di seguito alla rx ho continuato le indagini e il risultato è arrivato in fretta: osteoporosi all’anca, ai polsi, osteopenia alla colonna. Ti chiedi la ragione, perché a me? Alimentazione sbagliata in gioventù, due gravidanze, genetica - dopotutto quello che in ultimo ha portato via mio padre è stato un crollo vertebrale da osteoporosi non curata. 

Ho iniziato a fare il giro degli specialisti, radiologo, fisiatra, endocrinologo, ma nessuno sapeva rispondere alle mie domande ‘Posso continuare a praticare? Posso continuare a fare kapotasana? La gamba dietro la testa me la posso mettere? Posso salire in sirsasana? E come faccio con l’insegnamento, posso continuare a insegnare?’ Rimanevano perplessi, non capivano di cosa stessi parlando e più che vitamina D in grandi quantità e una modifica dell’ alimentazione non sapevano darmi. Sono infine approdata dalla ginecologa che subito mi ha detto ‘con questo referto se fossi un uomo saresti considerato un malato serio, curare questa situazione con la vitamina D è come curare la polmonite con la vitamina C.’ Mi ha immediatamente proposto un farmaco che combina estrogeni coniugati e bazedoxifene, una sostanza usata nelle sopravvissute di tumore al seno al fine di mantenere la densità ossea. Alle mie domande su cosa fossi ancora in grado di fare nella pratica e nell’insegnamento anche lei è rimasta perplessa. Alla fine mi ha detto ‘qualunque cosa tu faccia, cerca di non cadere!’ E così, con la consapevolezza di cosa stesse succedendo al mio corpo, qualche modifica all’alimentazione e agli integratori e ultimo ma non meno importante il farmaco, ho ricominciato. 

Lino e Rossana mi sono stati vicini, come i maestri sanno essere, empatici e accoglienti, positivi e incoraggianti ‘dal punto di vista dell’insegnamento questa è un’ esperienza impagabile, pensa a cosa potrai trasmettere agli allievi che si piangono addosso per molto meno.’ Sono tornata alla mezza serie e gradualmente a finire la Prima. Anche cercando tra i vari testi disponibili sull’Asthanga Yoga, nessuno parla di come gestire la pratica quando il corpo non ti segue più come prima. Molto ascolto del corpo e niente dogma, quando il dolore è troppo solo saluti al sole e fondamentali. Adesso va meglio, con il farmaco i dolori sono diminuiti, a iniziare da quelli più nuovi – le ginocchia- per proseguire con gli altri che negli ultimi anni si erano accumulati e con cui avevo imparato a convivere fino a che non sono diventati ingestibili. E’ ancora tutto molto nuovo, in trasformazione e non so come evolverà. Immagino dovrò fare come i primi Yogi nelle caverne dell’Himalaya che avevano come strumenti soltanto i loro corpi per sintonizzarsi sull’energia e inventare e affinare le tecniche che poi hanno trasmesso a noi: Cosa succede se trattengo il respiro? Cosa succede se mangio in un certo modo? Se mi muovo in asana?  E così è nata la pratica. Cosa succede se continuo a praticare in questa nuova fase della vita? Queste settimane in India saranno sicuramente rivelatrici. La prima è andata bene, la Prima Serie l’ho recuperata, oggi per la prima volta in parecchi mesi ho ricominciato la Seconda… Watch this space.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono letteralmente stravolta da quello che ho appena finito di leggere e ho bisogno di un po’ di tempo per riordinare la confusione che ho in testa…ma intanto spero che tu senta tutto l’affetto che ho per te anche se sempre male espresso e che assieme a quello di tutti coloro che ti conoscono ti avvolgerà in una coperta di calore e protezione A presto. Rosalia

Anonimo ha detto...

Cara Leti, non sapevo di tutti i tuoi problemi... ma ora leggendo mi ci rispecchio tanto e appena potrai, ne parleremo e mi potrai consigliare, perché anche io dolori alle articolazioni né ho molti e lo sai.
Nel frattempo ti abbraccio forte e aspetto di rivederti
Coraggio, non sei sola, mai! Roby 🐸

Anonimo ha detto...

Forza Leti… vorrei parlare con te quando sarà possibile 😘

Anonimo ha detto...

Cara Leti, ti ho sempre visto invincibile, una sorta di wonder woman☺️ e mi sorprende e dispiace sapere di tutto questo. La menopausa si presenta in tanti modi, ci sono in mezzo anche io😶. Ti auguro di stare meglio, supererai tutto, vedrai. Abbraccio🤗
Francesca

Anonimo ha detto...

Ciao Letizia, sono rimasta senza parole nel leggere di questo tuo anno così difficile. Posso solo dirti di cogliere in India tutto quello che potrai per impostare la tua guarigione. Per il resto ti aspettiamo al tuo rientro. Ti abbraccio con grande affetto. Stefania.