mercoledì 7 gennaio 2026

Viaggi spazio-tempo



Sincera? Questa volta sarei rimasta volentieri a casa. Il 3 Gennaio è la mia data di partenza ogni anno, mai prima perchè sono una fan del periodo di Natale passato a casa. Il 2 è il giorno degli ultimi preparativi, il 3 si parte e a chi rimane il compito di mettere via gli addobbi. Le vacanze natalizie dividono il mondo in chi ha bisogno di partire a tutti i costi e chi invece crede ancora a Babbo Natale e nella magia della notte di San Silvestro, da passare in famiglia, con amici o anche da soli, ma sempre vicino a casa. Io faccio parte della seconda metà. E' il momento dei ritorni di figli e amici fuori sede, dello Schiaccianoci a teatro, della preparazione dei cappelletti romagnoli con mamma, zia, sorella, figlie, cugine e delle riunioni intorno al tavolo. Quei rapporti familiari imperfetti, che a volte ci fanno soffrire, ma dai quali comunque proveniamo e per questo sempre vale la pena recuperare. Non si tratta di risolvere niente durante le feste, nè di essere falsi, ma di deporre le armi e regalare presenza. Lo so che non abbiamo un rapporto idilliaco, lo so che non ci vediamo spesso durante l'anno, però adesso sono qui e voglio farti sapere che nonostante tutto, ci sono. Per me questo ha un valore, che ogni anno onoro con la presenza in famiglia e tra amici. Mi piace aprire loro casa, cucinare per loro e riunirli. Quest'anno mi è riuscito particolarmente bene, per cui arrivato il 3 Gennaio, stanca perchè comunque è un lavorone, con la voglia di divano e copertina, l'idea di andare dall'altra parte del mondo al caldo e lasciare tutti a casa non mi piaceva gran che. 'Ma chi me l'ha fatto fare?' è stato il mio mantra degli ultimi giorni prima della partenza e la risposta era lì nello specchio che mi guardava. Partivo da sola a questo giro, cosa che da una parte è bella perchè hai solo te stessa e i tuoi bagagli a cui pensare, dall'altra può essere un po' intimidante. Il bagalio era organizzato in tre parti:  essenziale, sopravvivenza e comodità, dove essenziale è la borsa con documenti, telefono, PC, carte di credito e skincare, sopravvivenza è il trolley da cabina con il tappetino da yoga, un paio di ciabatte, due cambi per la pratica e due cambi di vestiti, mentre comodità è la valigia imbarcata, con cambi extra e una quantità di cose da lasciare perlopiù in India: roba da mangiare, shampoo e bagno schiuma, camomilla, sgrassatore, spugnette e -ebbene sì- una scopa swiffer e i suoi pannetti. Un sacco di roba da trascinarsi dall'altra parte del mondo da sola! 

Superati i controlli di scicurezza a Cagliari, una volta seduta al gate mi è arrivata addosso quella che posso descirvere solo come una 'calma liquida', come se tutta la tensione e ansia degli ultimi giorni prima della partenza, tutte le resistenze, si sciogliessero improvvisamente, lasciando il posto a una stabilità e affermazione di intenti che sentivo nelle ossa e nei muscoli prima che nel cervello, una sensazione di totale presenza. Ancora una volta questa parola: presenza. In questo caso a me stessa, alla mia pratica, alla mia vita. Partita da Cagliari alle 4 del pomeriggio, una volta ritirato il bagaglio a Fiumicno ho rifatto il check-in con Etihad e aspettato il volo delle 10 di sera per Abu Dhabi. Arrivata a Zayed International Airport ho avuto un lunghissimo stopover di sette ore prima di poter prendere la coincidenza per Trivandrum. Il mondo degli Yogi con la valigia è piccolo: alla sala d'imbarco per Trivandrum ho incontrato Carla, una ragazza argentina conosciuta ad un precedente ritiro, che anche lei andava dove stavo andando io. Ci siamo riconosciute al primo sguardo attraverso una folla di passeggeri indiani, un sorriso e abbiamo iniziato a chiacchierare. Sebbene sia un' assistente di volo, per lei era la prima volta in India e veniva direttamente da Buenos Aires, da ancora più lontano di me, al workshop di Lino Miele a Kovalam Beach. Abbiamo fatto l'ultimo pezzo di viaggio insieme, ci siamo scambiate i numeri e in aeroporto a Trivandrum salutate, ciascuna a cercare il suo pick-up.   

Arrivata al Pecock Hotel - for the bold and the beautiful - Bijoy mi aspettava con il suo benvenuto sorridente e dopo le formalità di registrazione mi ha accompaganta in camera. A quel punto l'ordine dei bagali si è rivoluzionato e scopa swiffer e sgrassatore sono stati elevati a livello di essenziali. Dopo una breve chiacchierata con Rossana, sedute al fresco notturno poco prima della sua partenza per il rientro in Italia, ho iniziato a pulire la stanza e non ho smesso fino a che non fossi soddisfatta di poter camminare scalza senza dovermi lavare i piedi dopo ogni passo e potessi usare il bagno senza prendermi il colera. Quando mi sono finalmente stesa sul letto ho realizzato che erano più di 36 ore dall'ultima volta che mi ero distesa, su quello di casa mia. Stanca di sicuro, ma totalmente presente, ero finalmente arrivata in India, lasciando l'Europa e il Natale al loro giusto spazio-tempo.



19 commenti:

Vanna Madama ha detto...

Letizia, hai acceso nella mia mente un vortice di pensieri... la cena di Natale fatta a casa nostra per il ventiduesimo anno di fila... con chi c'è ma pensando anche a chi non c'è più, la fuga il giorno di Natale, perchè partire è un po' un bisogno per ritrovarci solo noi tre... finchè dura... e un po' di invidia perchè mi piacerebbe essere lì a Kovalam... Grazie per questo spazio così fluido...noi continuiamo a praticare e ti aspettiamo con gioia

Barbara ha detto...

Leggerti è un po’ come stare con te ❤️
Aggiornaci presto

Anonimo ha detto...

Leti leggerti è sempre magico! sarà la tua unicità e il legame che nel tempo abbiamo stretto ♥️ bella la tua prospettiva ed il tuo pensiero, che condivido…sei la mia guerriera 😍 Manu 🌺

Anonimo ha detto...

Ciao Letizia, temevo che stavolta per il blog non ci fosse spazio da quanto avevi detto. E invece.. Grazie <3 leggerti è un viaggio nello spazio e nelle emozioni! martina

Anonimo ha detto...

Grazie Letizia per questa magica lettera. Riassumi benissimo il clima del Natale in famiglia, in cui mi riconosco appieno. Condivido il desiderio di partire subito dopo, ma io il primo dell'anno sono andata solo nella vicina Sicilia. Con i tuoi racconti una parte di noi viaggerà con te, l'altra parte continuerà ad impegnarsi nella pratica con sempre maggiore entusiasmo. Baci Stefania.

Tiziana ha detto...

Che belle sensazioni trasferisci nel leggerti, e’ come essere al tuo fianco, nella tua accogliente casa per le feste natalizie o a Kovalan con il detergente in mano. Qui da domani lezione con Alessandra

Anonimo ha detto...

che racconto vivido, tutte le emozioni che si confondono... bellissimo ❤

Letizia ha detto...

Ciao Vanna! Grazie del commento :-) mi fa piacere che quello che descrivo risuoni con quella che è la tua esperienza, non c'è motivo di invidiare niente, Kovalam è sempre qui e sono sicura che anche tu la visiterai presto. Ho visto una bella foto di voi tutti che praticavate insieme ieri sera, mi ha riempita di gioia. Un abbraccio a voi

Letizia ha detto...

Grazie cara, grazie per leggermi ed essermi vicina con il tuo commento. Cercherò di aggiornarvi regolarmente, u abbraccio dall'India.

Letizia ha detto...

Manu, mi manchi! Siamo sulla stessa onda, sei sempre con me ❤️

Letizia ha detto...

Ciao Martina! Grazie a te per essere qui a leggere dedicandomi un po' del tuo tempo anche per un commento. Crecherò di continuare!

Letizia ha detto...

Grazie Stefania, ogni viaggio ti insegna qualcosa, anche nella vicina Sicilia :-) grazie della tua presenza qui. Il tuo ultimo di Viola Ardone 'Tanta ancora vita' mi sta tenendo compagnia qui in India. Buona pratica e a prestissimo!

Letizia ha detto...

Grazie Tiziana :-D lo Srgassatore alla lavanda è fondamentale qui! Buona pratica con Ale e ci sentiamo di nuovo presto qui. Baci

Letizia ha detto...

Grazie a te per leggere e per lasciarmi un commento! Namastè

Anonimo ha detto...

Sono felicissima che tu continui la tradizione del diario di viaggio, e’ una vera gioia per noi lettori e spero che una volta o l’altra metterai tutto insieme in un libro.Per adesso mi fermo qui dato che ho un raffreddore che non mi da tregua e non mi lascia nemmeno pensare con un po’ di senso, altri commenti a presto spero.Ti abbraccio e grazie sempre Rosalia

Anonimo ha detto...

Bravissima!!!! Il viaggio rappresenta, per me, un rinnovamento, la necessità di cambiare, di ricominciare con più consapevolezza l'anno! Un'evoluzione, che poi è la metafora della vita, che ci porta a un continuo miglioramento che non è altro che la conoscenza di se stessi, della nostra vera essenza. Nel Buddismo che pratico si chiama rivoluzione umana, l'unica strada per rendere felici noi e gli altri. Un viaggio come il tuo, mi ricorda parecchio il percorso che sto facendo io, con altri mezzi, ma la metà è sempre la stessa, spogliarsi di tutte quelle inutili maschere, difese e modi di pensare, inculcati dalla famiglia, dall'ambiente in cui viviamo e dalla società! In fondo anche la nostra Cultura Occidentale che si rifà alla filosofia greca, ci ricorda il moto di Socrate: "Conosci te stesso". Tu non solo stai percorrendo questo cammino, l'unico che dà senso alla vita, ma aiuti gli altri a farlo, chi sarà disposto a seguirti. Namastè 🙏

Letizia ha detto...

Grazie Zia! Che bello vederti qui e sapere che mi segui fino in India! Grazie per il feedback, mi fa piacere tenerti compagnia mentre ti curi il raffreddore che sono sicura passerà presto. Un abbraccio a te .... e la tigre ti saluta ;-)

Letizia ha detto...

Che bellissimo commento! Ti ringrazio molto per essere anche tu qui a leggere dedicandomi il tuo tempo. Ho iniziato a insegnare Yoga proprio perchè consapevole ed entusiasta dei suoi benefici provati su di me, da qui il desiderio di condividere questa meravigliosa tecnica. A ciasuno il suo percorso, il fine è sempre lo stesso. Ti sono profondamente grata per questo riconoscimento. Namastè

Mr Smiss ha detto...

Brava! Hai messo nero su bianco le sensazioni che mi giravano dentro durante queste ultime feste! Sarà che stiamo migliorando?! :)
Per fortuna è arrivata la calma liquida all'aeroporto :)