domenica 3 febbraio 2008

Un altro ritmo



Mi è stato chiesto: "Ma cosa fate tutto il giorno?" Domanda legittima dato che le nostre vite normalmente ruotano intorno al lavoro e tutto il resto viene lasciato ai buchi di tempo, quando ci sono.
Uno dei motivi che ci ha spinti a fare questa esperienza è stato proprio questo, liberarci della routine che controllava le nostre vite e riscoprire la vita senza quel ritmo di cui stavamo diventando schiavi. Arrivati quasi alla fine dei trenta, possiamo tutti e due testimoniare con cognizione di causa quanto siano stati difficili. Thirties sucks! Sono gli anni in cui si cerca di costruire una base per il futuro, di consolidare quello che si ha, allo stesso tempo iniziando una famiglia e combattendo con pannolini e notti insonni. Molte soddisfazioni, ma a caro prezzo e tanta, tanta fatica. Dopo un po' ci si trova presi da un ritmo che non lascia spazio a nient'altro, anche se spesso dentro se stessi si ha la consapevolezza di essere più di quello che appare, ma tempo ed energie mancano. Si comincia a credere che quel ritmo sia la vita, l'unica vita possibile, al di là di quella non si vede più.
Compiuto il primo mese intorno al mondo e lasciata la vecchia routine alle spalle, la vita ha un sapore diverso che, per chi se lo chiedesse, non ha niente a che fare con la noia. La sola mancanza di macchina e l'essere tornati ai mezzi pubblici per fare tutto ha avuto l'effetto di rallentare il passo in modo tutt'altro che spiacevole.
Iniziamo la giornata facendo i compiti all'aperto, sul balcone, con le nostre figlie. Qualche volta andiamo in spiaggia, altre visitiamo un museo, lo zoo, l'acquario o un mercatino. Incontriamo gli amici per un caffè o andiamo a fare una passeggiata. Sydney è una città molto sportiva con mille possibilità per camminare, correre e nuotare. Spesso finiamo la giornata con qualche vasca nella piscina in giardino. Ci è capitato di passare davanti ad un cinema alle quattro del pomeriggio, in mezzo alla settimana e pensare "perchè no?" A parte quell'ora o due di lezione la mattina il resto è libero, il tempo è nostro.
Una delle usanze locali che abbiamo abbracciato con entusiasmo è quella di fare colazione al caffè. La città è piena di locali che offrono menues più o meno vari per pochi dollari. Eggs Benedict con bacon e Hollandaise Sauce su bagel tostato, pane alla banana (che sembra essere simbolo nazionale quanto il canguro!), e breakfast cocktail: muesli, frutta e yogurt. Per i bambini 'babyccino', latte con la schiuma e il cacao del cappuccino.
Non durerà per sempre, come tutto del resto, anche i periodi difficili. La vita cambia, noi cambiamo e se vogliamo viverla anzi che subirla dobbiamo costantemente adeguarci. Siamo contenti di lasciarci i trenta alle spalle, felici di arrivare agli 'anta' con rinnovata energia e curiosi di vedere dove il viaggio ci porterà dopo questi otto mesi.

5 commenti:

desmax ha detto...

Meno animali assassini più vita vissuta e assaporata :-)
Post come questo valgono da soli l'intero viaggio.

Unknown ha detto...

Senza retorica, vi è bastato solo un mese per farci capire che la vita non è stare dietro a un lavoro, a mille impegni, a rincorrere il tempo. La vita può essere anche una nuotata in piscina, un caffè al bar, anche nulla. La serenità di essere liberi.
Poi la vita non sarà sempre così indulgente, ma è pur sempre accettabile.

Mr Smiss ha detto...

e si....quanto avete ragione!! ma fra poco....anche io assaggero' il pane alla banana, o giù di li...!

Mamma ha detto...

Sono perfettamente d'accordo!Non è bello avere troppe cose da fare.Anche se la mia vita ha avuto esigenze inderogabili,adesso sto cercando di recuperare il tempo perduto.Spero che, con il ritorno alla realtà di tutti i giorni, riuscirete a far tesoro di questa esperienza e di ciò che avete imparato.Ciao cari!

Silvia ha detto...

che meraviglia letty... goditi questi momenti fantastici di get together familiari che troppo spesso a causa di lavoro e impegni vari si perdono...
tanti baci