lunedì 12 novembre 2007

Visti

Qualche foto per spezzare una lancia a proposito del punto di partenza, scattate oggi a Drake's Pool, lungo la strada tra Carrigaline e Crosshaven su cui cerco di andare a correre quasi ogni mattina.

Gli unici paesi per i quali abbiamo bisogno di un visto prima dell' arrivo sono l'Australia e la Cina. In tutti gli altri si tratta semplicemente di un timbro alla frontiera. Dall'esperienza di altri abbiamo sentito che l'unico problema potrebbe sorgere per la Bolivia, specialmente attraversando il confine via terra. A quanto pare è molto comune dover discretamente infilare qualche dollaro tra le pagine del passaporto per ottenere il permesso di entrare.

Per il visto australiano ci ha pensato l'agente di viaggio. Ancora una volta ci troviamo davanti ad un bene virtuale: paghi 20e e ricevi un foglietto di conferma, ma il visto è registrato con le autorità australiane che metteranno poi il timbro all'ingresso. La Cina è stata molto più complicata. Non accettano applicazioni per posta, ma bisogna portare i passaporti all'ambasciata e aspettare un paio di giorni perchè emettano i permessi. Visto che l'ambasciata si trova a Dublino, all in all un gran mal di testa. Richiedono anche i dettagli del volo di arrivo e partenza, indirizzi di alberghi e dettagli sull'itinerario. Stiamo al momento mettendo insieme il tutto e la settimana prossima manderemo un corriere a Dublino con i passaporti, per fortuna concedono almeno che non ci si debba presentare di persona.

3 commenti:

desmax ha detto...

Non ho ancora capito se ammirarvi per la capacità di trasferirvi armi e bagagli da un posto ad un altro, o per il modo e l'idea con cui lo fate.
Spero che in questi otto mesi troviate quello che state cercando.

Letizia ha detto...

Ciao Max, non c'è molto da ammirare, è solo questione di abitudine come qualunque altra cosa! In quanto a "trovare", dopo una vita di ricerche siamo giunti alla conclusione che alla fine la ricerca è più importante del risultato. Grazie per il commento e saluti alla famiglia!

Laura F ha detto...

Ciao Le,
che strano, pensavo proprio a questo in questi gg e poi leggo adesso espresso da te lo stesso pensiero.
Alla fine la vita è la battaglia, è il cammino e non è affatto il vincere o perdere la battaglia (o la guerra) come non è l'arrivare. Ieri un mio collega svedese con cui mangiavo, nel discutere di queste cose mi ha detto qualcosa di simile a "Laura benvenuta nel mondo dei maturi", e ha colpito nel segno. Ma è possibile che prima pensassimo diversamente? Ma come abbiamo mai potuto credere di dover o poter "arrivare" o "trovare"? chi ci ha mai illuso di una cosa simile?
Ti abbraccio forte. Mi raccomando la TETESCA! e poi .. ce ne sarebbero di cose che mi stanno venendo in mente adesso ma non posso!!! Salutami il mio mitico eroe irlandese preferito.