mercoledì 5 novembre 2014

Cose che impari




















... e che non necessariamente erano parte del programma. Fine del secondo giorno in India, il primo di adattamento, il secondo di corso. Ieri, tornata a casa dopo la mia passeggiata sulla spiaggia finalmente un po' di movimento. Gli yogi sono arrivati poco alla volta nell'arco di 24 ore, donne e uomini di varie età e nazionalità. Le case sono cinque, in ciascuna cinque stanze con bagno, occupate singolarmente o a due, tre e quattro. Ciascuno ha la chiave della propria stanza, ma la mattina la porta deve essere lasciata aperta per le pulizie, la porta d'ingresso alla casa è sempre aperta, giorno e notte, non ci sono chiavi. Si lasciano scarpe e ciabatte davanti alla porta d'ingresso e in casa si gira scalzi, sempre. Siamo in un'area privata recintata, ma non conosco altro posto dove si possa fare una cosa del genere. Senza contare che diversi cani, gatti e sicuramente anche qualche mucca a giudicare dalle dimensioni di quello che lasciano per strada, circolano liberamente. Con le compagne di casa sono stata fortunata, siamo subito entrate in sintonia e dopo aver passato il pomeriggio a chiacchierare di fronte a un chai, la sera siamo uscite per un curry nel villaggio. Cafè Katmandhu è dove abbiamo condiviso il nostro primo vero pasto: Italia, Stati Uniti, Irlanda e Repubblica Ceca, sedute per terra su stuoie di paglia intorno a un tavolino basso, unite da un korma rigorosamente vegetariano. Della valigia ancora nessuna notizia. Il mio kit di sopravviveza da bagaglio a mano che da brava cagliaritana ho avuto l'accortezza di organizzare, (perdere la valigia durante uno scalo a Fiumicino è una cosatnte per noi sardi), tiene bene. Mi chiedo infatti che cosa ci fosse di indispensabile nella valigia e se a questo punto avessi fatto meglio a lasciare a casa. Sicuramente avrei vita più comoda, ma c'era dentro qualcosa di indispensabile? Assolutamente no. Conclusione, avrei potuto benissimo partire per un mese in India con un solo bagaglio a mano. E magari sarà così alla fine. Quello che ancora brucia è che la valigia era nuova, e bella, lasciarla andare mi verebbe un po' difficile. Evidentemente il non-attaccamento non è ancora sufficientemente sviluppato! Fiducia nel Prossimo, Essenzialità, Non-Attaccamento.... Pazienza. Che non sia il mio forte lo so da molto e sto cercando di lavorarci, ma esercitare la pazienza mi costa ancora parecchio. Prima di partire mi sono detta più volte che in questo viaggio ne avrò bisogno, pazienza con me stessa, con gli altri e con il mondo. Se un volo non è stato ancora chiamato non vuol dire che sia stato cancellato, se Maeve non risponde al mio messaggio non vuol dire che si sia dimenticata della mia richiesta. Arrivata qui ho imparato subito di essere nel posto giusto per lavorare su questa qualità. Se la valigia non arriva, pazienza, aspetti che prima o poi compaia con uno dei prossimi voli. Se internet è disponibile solo nel posto dove si mangia, pazienza, vuol dire che controllerai la mail solo una volta al giorno (gli altri due pasti devono dividersi tra Whatsap e Facebook). Se la rete manca improvvisamente mentre stai cercando di pubblicare un post, ti alzi e vai a fare due chiacchiere con Simon, lo chef, e aspetti che magicamente ritorni. Se la corrente, che misteriosamente sparisce per diverse mezz'orette al giorno, viene a mancare nel mezzo della notte e cominci a sudare perchè il ventilatore non funziona più, pazienza, aspetti che torni. Se il signore nel negozietto deve fare il conto a tre clienti prima di te, a mano su un pezzo di carta con riporto e decimali, A-S-P-E-T-T-I! E se non succede in questa vita c'è sempre la prossima. Da domani dovrò imparare un'altra cosa, il silenzio. Dal risveglio alle 5,45 fino alla pausa delle 11 non si parla e nessun contatto visivo. E niente internet! Sono curiosa di vedere come andrà. Oggi ho imparato che tutti i giovedì il silenzio, sia fisico che virtuale, sarà per tutto il giorno, o almeno dal risveglio fino alla fine delle 12 ore di corso. Lalit mi ha detto 'Tranquilla, solo 27 giorni e torniamo in Italia! Praticamente è già finito!'

9 commenti:

silvia ha detto...

<3

Unknown ha detto...

bella!

ilmostrow ha detto...

Sei in ritiro spirituale e hai scritto "valigia" ben 5 volte, con anche l'aggravante "valigia nuova". Basta con questo gretto materialismo :)

P.S.
Francesca vuole assolutamente la foto di una mucca

Letizia ha detto...

Vorrei vedere te caro mostrow! Saresti uscito di testa alla puja, la cerimonia d'inizio, con il fumo delle offerte bruciate nel corso di un'ora piena!

ilmostrow ha detto...

sarei morto per insufficienza respiratoria entro il 2° minuto

Anonimo ha detto...

...scimmie???? Cattivissime e ladre!!!
Bella terapia Lady L...ci piace l idea del silenzio x in giorno intero....Anche mentale magari..xche' I pensieri sono piu' chiassosi.....con Te!!!!xxxx

amisaba ha detto...

Quante cose hai già imparato! Sì, interessante questa cosa del silenzio compresa la mancanza di contatto visivo. Ci racconterai come è andata :-)

Mr Smiss ha detto...

Bene, vedo che la prova valigia stà funzionando...Secondo me comparirà non appena deciderai veramente che ne puoi fare a meno per sempre...non solo del contenuto...ma proprio della bella valigia nuova :)))
E non imbrogliare...il karma non conosce bugie :)

Letizia ha detto...

Cara Smiss, è arrivatain un momento in cui non mi importava più del contenuto ma la perdita della valigia NUOVA avrebbe ancora bruciato! Il karma ha pietà di me.