mercoledì 16 gennaio 2008

Cina: Cinque Pillole per Sopravvivere

E siamo arrivati quasi alla fine della prima tappa, tutti interi e in budget. Visti il Bund, la Concessione Francese, Pearl Tower e città vecchia, l'ultima emozione da provare a Shanghi sarà il Maglev (alcuni sono più eccitati di altri), il treno a levitazione magnetica che Domenica ci porterà a Pudong International Airport. Dopo aver preso a calci le valigie in un attacco di nervi (mio) all'aeroporto di Yichang finalmente ci siamo liberati di un po' di roba e spedito a casa il primo pacco. Mi convinco sempre di più che le uniche cose indispensabili sono passaporto e carte di credito, il resto non serve, anzi è un ostacolo: qualunque cosa si può comprare, e poi abbandonare, per strada.

Detto questo, poche righe per condividere la saggezza acquisita in 3 settimane di Cina:

1) I bagni pubblici fanno schifo e il posto è molto inquinato. Non so quali siano le statistiche, e probabilmente quelle ufficiali sono molto piu' basse di quelle vere, ma devono morire a migliaia per i problemi respiratori causati dall'aria avvelenata delle grandi citta'.

2) Per scongiurare la maledizione di Shi Huang Di, mai mettersi in bocca acqua che non sia bollita o minerale, neppure per lavarsi i denti. Mangiare dove mangia la gente locale, anche per strada, ma evitare i cibi crudi. La cucina occidentale si trova dappertutto (anche catene come Pizza Hut, Starbucks, McDonald's etc), ma costa come in Europa e non è ne' buona ne' pulita come quella locale.

3) Anche se sputano dappertutto e proprio non sanno fare la fila, (ti calpestano senza neanche guardarti ma se li metti al loro posto si fanno educatamente da parte), i cinesi sono molto aperti, gentili e curiosi degli stranieri. Mai ci siamo sentiti minacciati o in situazioni pericolose neppure nei bassifondi di Pechino o Shanghai, forse perchè hanno un modo molto più raffinato ed elegante di sfilare i soldi a noi laowei=stranieri... che porta al prossimo punto:

4) Sempre contrattare qualunque prezzo, nei negozi, ma anche ristoranti, alberghi e taxi:
"Quanto vuoi per portarci all'aeroporto?"
"150."
"90!"
"150!!"
"90, e se mi fai perdere l'aereo non ti do neanche quelli!!!"
"OK, 90."
Anche così, appena si abbassa la guardia, e in 3 settimane è successo troppo spesso, ti imbrogliano che è una bellezza.

5) Pochissimi parlano inglese, il poco che parlano è una versione più o meno incomprensibile di Chinglish, e anche caretelli e indicazioni raramente sono tradotti. ATTENZIONE: DO NOT ATTEMPT THIS AT HOME WITHOUT SOME CHINESE!! Tutti i viaggiatori indipendenti che abbiamo incontrato parlavano almeno un po' di cinese.


Varie:
A meno che non ci siano motivi validi, tipo tabella di marcia come la nostra, evitare pieno inverno e piena estate, il clima è estremo.
Hotels, ostelli e pensioni:
Beijing: Novotel Xinqiao
Xi'an; Bell Tower Hotel
Chengdu: Sim's Cozy Guesthouse
Yangtze: Victoria Cruise
Shanghai: The Seventh Heaven
Unico bancomat che parli inglese: Bank of China
Catena di ristoranti giapponesi, cheap and clean: Ramen Ajisien
Per la prima volta la Rough Guide ci ha deluso, imprecisa e poco aggiornata, spesso abbiamo dovuto improvvisare.

Gli eroi delle tre settimane cinesi:
Beiyan che ha prevenuto un disastro prenotando i nostri transfers da Beijing a Xi'an, Xi'an-Chengdu, Yichang-Shanghai.
Jolin di Yatour che chiamata al telefono a colmare le lacune nel cinese di Brendan che bloccavano la fila alla biglietteria della stazione ci ha aiutato a prenotare il treno da Chengdu a Chongquing.
Luther di Victoria Cruise, che facendoci uscire dalla sala macchine e trovandoci un taxi gridando dal ponte ancora prima di attraccare ci ha consentito di non perdere l'aereo per Shanghai.
Sim, perche' chiunque riesca a offrire un letto e acqua calda per 5 euro a notte, cibo praticamente gratis e fare un profitto merita di essere un eroe!
Brendan, 'wo de laogong', senza il cui irritante talento per le lingue straniere non avremmo potuto sopravvivere indenni 3 settimane di Cina.

Grazie a tutti quelli che hanno lasciato un commento, soprattutto ai nuovi arrivati: Mauro, Luigi, Silvia, ma anche Max, Luz, Gio, Mamma, Ivan e Giangi; appena oltre il Firewall cinese ricomincero' a rispondere a tutti :-)

Prossimo post da Sydney

Beijing: La Città Proibita











Tea House in Chengdu





Dien Dien




"Ma quanti ne devo baciare di questi?!"




Shanghai: Vista dal Settimo Cielo




Loonie in Beijing Tea House




Backpackers





3 commenti:

Unknown ha detto...

Bello! Quasi quasi ci scappa una lacrima per questo commiato cinese! Belle le foto, soprattutto quelle delle due furbette (none verooo) e dell'irritante talentuoso irlandese: tu, invece, sei sempre il solito dispenser di consigli, e ce li prediamo volentieri, magari ci serviranno :)
Una curiosità: sono curioso di sapere come la pensano le bambine, il loro modo di vedere questa avventura. Attendo notizie dall'Australia.
Buon proseguimento, famiglia errante!

Mr Smiss ha detto...

Come al solito Giangi ha ragione ed arriva prima di me: mi inizi ad innervosire Mr.Giangi!!!!
Anche io vorrei sapere il parere delle bimbe sulla Cina, perchè non fai fare un post a loro? uno intermedio tra quello che hai appena scritto e il prossimo dall'Australia?

Mamma ha detto...

Questi due mi rubano sempre le idee e mi battono sul tempo!Sono d'accordo,anche io voglio sentire le impressioni delle piccole,ma importantissime.Si divertono o preferirebbero essere con le amichette,in Irlanda?Dato che da Giangi,il chiacchierone (con affetto) compare"comprimi commenti",non mi dilungo.Ciao a tutti Mamma