martedì 12 agosto 2008

Machu Picchu




Come la Muraglia e Sydney Opera House questa e' un'immagine vista centinaia di volte che pero' dal vivo toglie sempre il fiato (in questo caso letteralmente vista l'altitudine e le scale!). Partiti da Cusco alle 5,30 del mattino in macchina col Señor Esteban, siamo arrivati alle 7 Ollantaytambo dove la strada finisce e abbiamo preso il treno per Machu Picchu Pueblo. La Valle Sagrada si restringe a tal punto da non lasciare spazio per una strada, solo un binario singolo continua fino al villaggio costeggiando il fiume Urubamba in mezzo alla selva con le montagne a tratti talmente vicine da non lasciar passare la luce del sole fino al fondo della gola.

Dopo circa un'ora si arriva ad Aguas Calientes, ribattezzato adesso Machu Picchu Pueblo, un paese sorto ai piedi della cittadella Incas, che vive di turismo, con un mercato dell'artigianato, qualche albergo e pochi ristoranti. Dal villaggio si prende un autobus che sale sulla montagna per una ripida strada sterrata e dopo un'altra mezz'ora finalmente si arriva a Machu Picchu. Con ogni curva della strada le montagne cominciano a diventare vagamente familiari perche' viste tante volte in fotografia e la gente allunga il collo per cogliere una prima vista delle rovine. Quando le prime costruzioni in pietra grigia appaiono dal verde intenso della montagna l'emozione e' incredibile. Bisogna pero' aspettare di essere dentro la cittadella per vedere la cartolina.

Scesi dall'autobus abbiamo incontrato la guida che ci ha portati in giro illustrando i punti piu' importanti, dando la sua versione dei fatti. Abbiamo visto che in Peru' ogni guida ha un'opinione diversa, la verita' e' che la civilta' Incas e' ancora un mistero largamente irrisolto. Costruita durante il periodo piu' fiorente della dominazione Incas, intorno al 1450dc, dall'imperatore Pachacutec e abbandonata cent'anni piu' tardi durante l'invasione dei Conquistadores, Machu Picchu aveva, secondo la nostra guida, la funzione di citta'universitaria. Arroccata sulla cima del monte Machu Picchu, la cittadella si stende intorno a una piazza principale, costruita a terrazze che probabilmente erano coltivate a giardini. Da una parte della piazza, le case degli artigiani, maestri di ingegneria, idraulica, astronomia e agricoltura. Dalla parte opposta, il palazzo reale, piu' in alto sulla montagna, il tempio di Pachamama e l'osservatorio astronomico. Il Tempio del Sole e quello del Condor si mescolano nella pianta al labirinto delle case mentre tutto il complesso e' circondato da terrazze che ricoprono buona parte dei fianchi della montagna. Da una parte le terrazze erano destinate all'agricoltura, dall'altra avevano una funzione di supporto dell'intera citta', affinche' non franasse nell'Urubamba in fondo alla valle. Un luogo di studio, di scambi di idee e sperimentazioni, dove gli artigiani imparavano a costruire i muri trapezoildali di pietre giganti incastrate cosi' precisamente da non lasciare fessure neppure per uno spillo, dove gli agricoltori miglioravano la qualita' di patate e mais e gli esperti di idraulica imparavano a deviare il corso dei fiumi. Piuttosto che farla cadere in mano agli spagnoli con tutti i loro segreti, gli Incas preferirono abbandonarla e lasciare che la selva la nascondesse ricoprendola di vegetazione. Machu Picchu divenne una leggenda fino al 1911 quando venne riscoperta da Hiram Bingham.

Siamo stati fortunati a vedere Machu Picchu, per miracolo abbiamo trovato i biglietti all'ultimo momento visto che non ci eravamo preoccupati di prenotare in anticipo. Dal prossimo anno, verra' messo un limite ai visitatori visto che con 400 mila turisti all'anno la cittadella si sta progressivamente deteriorando. Consiglio vivamente a chi voglia visitarla di prenotare ben in tempo per assicurarsi il passaggio. La spesa e' significativa per una visita di mezza giornata, (400e per noi 4, le bambine meno degli adulti), ma assolutamente giustificata. Dopo la visita guidata, siamo stati liberi di girare per le rovine che abbiamo esplorato con calma, fermandoci spesso a sedere in qualche angolo per riempirci gli occhi del paesaggio incredibile in cui eravamo immersi. Nel pomeriggio abbiamo lentamente ricominciato in senso inverso il percorso che avevamo fatto la mattina, per arrivare a Cusco alle nove di sera.

Se visitare Machu Picchu non e' facile, vedere le nuove rovine scoperte recentemente e ancora in parte da scavare e' una vera e propria avventura. Si tratta di Choquequirao ed Espiritu Pampa, altre due citta' perdute, una sulle montagne, l'altra nella selva. L'unico modo di raggiungerle e' a piedi per giorni, in percorsi che offrono un'alternativa piu' originale al Cammino degli Incas con una meta che probabilmente da piu' soddisfazione. Le rovine sono incustodite, non c'e' bisogno di biglietto ma solo di un permesso dell'istituto di cultura, ci si arriva solo con le guide, camminando per giorni in terreno selvaggio senza incontrare anima viva. Sicuramente sulla nostra 'to do list' per la prossima visita.















The cover of The Book of Lies








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